Honda VT750S - La roadster V-twin che ancora convince?

Ariel Silvestri 30 aprile 2026
Honda VT750S cromata e scura, con sella nera e schienalino per il passeggero.

Indice

La Honda VT750S è una roadster V-twin pensata per chi vuole una moto semplice da capire, bassa da terra e abbastanza piena di carattere da non sembrare mai anonima. In questo articolo la guardo dal punto di vista di chi deve scegliere davvero: come va, cosa offre rispetto ad altre Honda della stessa famiglia, quali compromessi porta con sé e cosa controllare se la stai valutando nell’usato.

I punti che contano davvero su questa Honda

  • Motore bicilindrico a V da 745 cm3, con 42 CV e 59 Nm: numeri più da guida fluida che da sprint.
  • Sella a 750 mm e peso di 232 kg: l’impostazione è accessibile, soprattutto nelle manovre a bassa velocità.
  • Serbatoio da 10 litri e consumo omologato di 36 km/l: l’autonomia teorica è buona, ma non va letta come dato reale fisso.
  • H.I.S.S. di serie e iniezione PGM-FI: una dotazione concreta per affidabilità percepita e praticità d’uso.
  • È più roadster essenziale che cruiser scenografica: se cerchi posizione naturale e linee pulite, il suo senso è qui.
  • Nell’usato conta molto lo storico manutentivo, più ancora dei chilometri assoluti.

Che tipo di moto è davvero

La VT750S nasce come roadster “casual”, cioè con un’impostazione meno rigida e meno rituale rispetto a una cruiser classica. Io la leggo così: non è una moto che chiede di essere capita per forza, ma una moto che vuole essere usata subito, con una posizione di guida naturale e un’erogazione abbastanza piena da rendere piacevoli città, statali e gite senza stress.

Il suo punto di partenza è chiaro: un bicilindrico a V raffreddato a liquido, iniezione elettronica PGM-FI, sella bassa e una ciclistica costruita per dare sicurezza più che aggressività. Nel 2026 la si incontra soprattutto nel mercato dell’usato, e proprio per questo ha senso valutarla con un occhio pratico: non come oggetto da collezione, ma come compagna concreta da scegliere bene.

Honda VT750S blu e bianca con strisce rosse, parcheggiata su un selciato.

Un design semplice che funziona ancora

Il motivo per cui questa moto continua a piacere è semplice: non ha una linea affollata. Serbatoio a goccia, motore nero con dettagli cromati, scarichi doppi rastremati e cerchi a raggi da 19 pollici davanti e 16 dietro danno una presenza molto equilibrata. Non c’è nulla di ridondante, e proprio per questo il progetto resta attuale anche a distanza di anni.

Per chi segue il mondo custom, questo è un vantaggio vero. La base della VT750S è abbastanza pulita da accettare bene piccole personalizzazioni, ma non tanto “vuota” da sembrare anonima. Io apprezzo soprattutto il fatto che non ti obblighi a scegliere tra stile e sostanza: li tiene insieme senza forzature.

Come si guida e cosa aspettarsi dal V-twin

Qui conviene essere onesti: i 42 CV non raccontano una moto veloce, raccontano una moto elastica. La coppia massima di 59 Nm arriva a 3.500 giri, quindi il carattere è più rotondo che appuntito. In pratica significa che la VT750S rende meglio quando la lasci scorrere, quando sfrutti il medio regime e quando non la costringi a cercare prestazioni che non fanno parte del suo DNA.

La sella a 750 mm aiuta molto, e il peso di 232 kg si percepisce soprattutto da fermo o nelle inversioni strette. Una volta in movimento, però, la moto resta più gestibile di quanto il numero lasci immaginare. La combinazione tra manubrio ampio, assetto rilassato e interasse da 1.560 mm dà una sensazione di stabilità rassicurante, senza trasformarla in una moto pigra.

In città la trovo credibile perché non ti mette in difficoltà con una posizione troppo distesa o con una massa mal distribuita. Fuori città, invece, mostra il suo limite più prevedibile: non è nata per divorare autostrada a lungo raggio. Il serbatoio da 10 litri impone soste più frequenti di quanto molti vorrebbero, anche se il dato omologato di 36 km/l suggerisce un’autonomia teorica intorno ai 360 km. Io, però, considererei quello un numero da laboratorio, non da uso reale quotidiano.

Dove convince e dove va valutata con freddezza

Quando una moto è pensata bene, i pregi si vedono subito. I limiti, invece, vanno letti prima di comprare. Su questo modello io separerei così i due aspetti:

Aspetto Perché convince Limite da tenere presente
Ergonomia Sella bassa e assetto naturale, adatti a molti fisici e a chi vuole confidenza immediata Chi è molto alto può desiderare più spazio per le gambe
Motore V-twin fluido, regolare e piacevole nel medio, con risposta coerente Non è una moto nata per chi cerca accelerazione brillante o allungo sportivo
Uso quotidiano Dimensioni snelle e guida intuitiva nel traffico Il serbatoio da 10 litri richiede pianificazione se fai molti chilometri
Dotazione H.I.S.S. di serie e iniezione elettronica, due elementi che fanno comodo anche oggi Manca la ricchezza di elettronica tipica delle moto più recenti
Immagine Ha una personalità sobria, facile da valorizzare con pochi dettagli giusti Se cerchi una presenza molto scenografica, potrebbe sembrarti troppo misurata

Confronto rapido con le altre Honda della stessa famiglia

Nel 2010 Honda affiancava alla VT750S altri modelli da 750 cc con impostazioni diverse. Ed è proprio lì che, secondo me, si capisce meglio la sua identità. Se stai scegliendo con il portafoglio in mano, io la confronterei così:

Modello Impostazione La sceglierei se... Dove cede qualcosa
VT750S Roadster essenziale e equilibrata vuoi una postura naturale, una linea pulita e una moto facile da vivere autonomia e protezione aerodinamica non sono il suo forte
Shadow 750 Cruiser più classica e rilassata cerchi l’impostazione più bassa, più “americana” e più scenica perdi un po’ di immediatezza e di impronta roadster
Shadow Phantom 750 Cruiser più scura e minimal vuoi un look più marcato, quasi da custom di serie è meno neutra nell’uso quotidiano e più legata all’estetica

Se devo sintetizzare, la VT750S è la più versatile del trio per chi vuole una moto senza posa, mentre le Shadow parlano di più a chi cerca una presenza da cruiser vera e propria. La differenza non è solo estetica: cambia il modo in cui vivi la moto ogni giorno.

Cosa controllare prima di comprare l’esemplare giusto

Sull’usato io non partirei dai chilometri, ma dalla qualità della storia. Su una moto di questo tipo contano manutenzione, stato generale e coerenza delle modifiche. Una VT750S tenuta bene può dare soddisfazioni per anni; una trascurata, invece, fa emergere piccoli difetti che sommandosi pesano parecchio.

  1. Verifica lo storico dei tagliandi e chiedi se i lavori sono documentati in modo credibile.
  2. Controlla l’avviamento a freddo: il motore deve partire pulito, senza esitazioni o rumori strani.
  3. Esamina freni, gomme, sospensioni e cuscinetti: sono i punti che tradiscono subito l’uso reale della moto.
  4. Guarda con attenzione eventuali accessori aftermarket: se l’impianto elettrico è stato toccato male, i problemi arrivano dopo.
  5. Controlla le chiavi e il sistema H.I.S.S., perché la presenza di immobilizer e chiave corretta è parte della sicurezza del modello.
  6. Osserva cromature, serbatoio e viteria: non per estetica fine a sé stessa, ma perché raccontano come la moto è stata tenuta.

Io farei anche una prova dinamica breve ma mirata: sterzo lento, frenata decisa, marcia costante e rilascio del gas. Sono i momenti in cui emergono la maggior parte delle cose che un annuncio non dirà mai.

Come la renderei più adatta all’uso di oggi

Se vuoi una moto davvero sfruttabile nel 2026, il segreto non è riempirla di accessori, ma scegliere solo quelli che aggiungono funzione senza rovinare l’equilibrio estetico. Su una base così pulita, meno è quasi sempre meglio.

  • Un cupolino basso aiuta nelle trasferte senza snaturare la linea frontale.
  • Una sella più confortevole o una revisione dell’imbottitura cambia molto nei tragitti medi.
  • Borse laterali compatte hanno senso solo se fai davvero gite o spostamenti regolari.
  • Una presa USB discreta è utile, ma va installata con criterio per non sporcare il manubrio.
  • Un paratelaio leggero o protezioni sobrie possono essere una buona idea se la usi spesso in città.

Io eviterei, invece, tutto ciò che la trasforma in una moto visivamente pesante. La forza della VT750S sta nella sua misura: se la carichi troppo, perdi proprio quello che la rende interessante.

La scelta che farei nel 2026

La Honda VT750S ha senso se cerchi una 750 usata con carattere, impostazione semplice e una guida che non stanchi. Ha meno senso se vuoi grande autonomia, elettronica moderna o prestazioni più vivaci. In altre parole, non è una moto che punta a vincere su tutti i fronti: punta a farti stare bene in sella, con una meccanica onesta e un’estetica ancora credibile.

Se io dovessi sceglierla oggi, la considererei una buona candidata come seconda moto o come roadster da tutti i giorni per chi ama la pulizia delle linee e il sapore del V-twin. Se invece il tuo uso è fatto di autostrada, lunghi viaggi e comodità da touring, cercherei altrove. La decisione giusta, qui, non è emotiva: è coerente con il tipo di moto che vuoi davvero usare.

Domande frequenti

Sì, grazie alla sella bassa (750 mm), al peso gestibile in movimento e all'erogazione fluida del motore, è un'ottima scelta per chi cerca confidenza immediata e una guida intuitiva.

Il motore bicilindrico a V da 745 cm³ offre 42 CV e 59 Nm di coppia a 3.500 giri, garantendo un'erogazione fluida e piacevole ai medi regimi, ideale per città e statali senza stress.

Con un serbatoio da 10 litri e un consumo omologato di 36 km/l, l'autonomia teorica è di circa 360 km. Tuttavia, nell'uso reale, è consigliabile considerare soste più frequenti, specialmente nei lunghi viaggi.

È fondamentale verificare lo storico dei tagliandi, l'avviamento a freddo, lo stato di freni, gomme, sospensioni e cuscinetti. Attenzione anche a modifiche aftermarket e al funzionamento del sistema H.I.S.S.

Valuta l'articolo

Valutazione: 0.00 Numero di voti: 0

Tag

honda vt750s
honda vt750s usata
honda vt750s opinioni
Autor Ariel Silvestri
Ariel Silvestri
Mi chiamo Ariel Silvestri e ho 9 anni di esperienza nel mondo delle moto personalizzate. La mia passione per le due ruote è iniziata in giovane età, quando ho scoperto la libertà e l'adrenalina che solo un viaggio in moto può offrire. Da allora, ho dedicato gran parte della mia vita a esplorare non solo le strade, ma anche il mondo degli accessori e dello stile motociclistico. Mi piace condividere le mie conoscenze su come migliorare l'esperienza di guida, sia attraverso la scelta degli accessori giusti che con suggerimenti su viaggi indimenticabili. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili e aggiornate, sempre verificando le fonti e confrontando le diverse opzioni disponibili. Scrivo di tendenze nel mondo delle moto, di come personalizzare il proprio mezzo e di tutto ciò che può rendere un viaggio più piacevole e sicuro. Il mio obiettivo è rendere accessibili anche i temi più complessi, affinché ogni lettore possa sentirsi ispirato e pronto a partire per la propria avventura.

Condividi post

Scrivi un commento